Maschere veneziane: cosa si nasconde dietro l’incanto di un travestimento?
Non esiste Carnevale al mondo che sia magico quanto il Carnevale di Venezia.
Ma scopriamone insieme origini e particolarità.

Maschere veneziane un po’ di storia

Il Carnevale è una festività ricorrente che ha origini molto antiche, probabilmente fondate sulla necessità di concedere al popolo un periodo di svago assoluto.

In questo scenario di divertimento e distrazione le maschere veneziane garantivano l’anonimato a coloro che le indossavano, ed erano il presto perfetto per livellare le classi sociali.
Chi possedeva una maschera poteva concedersi persino di poter deridere le autorità e l’aristocrazia.
Attraverso i travestimenti di Carnevale si dava così sfogo non solo alla fantasia, attraverso la scelta e la realizzazione dei costumi, ma proprio al libero pensiero.

Durante la Repubblica di Venezia, difatti erano in essere grosse limitazioni in difesa di temi come la morale comune e l'ordine pubblico.
La produzione di maschere veneziane si fa risalire al 1271, fin dai quei tempi esse venivano prodotte in vari materiali, tra cui argilla e cartapesta, una vera e propria arte che prosegue ancora oggi.
“Buongiorno signora maschera!”
Era questo il saluto udibile tra le calli affollate di gente. Nessuna identità di genere, di razza, di condizione sociale.

Attraverso una maschera veneziana ciascuno decideva di essere chi voleva.
È questo l’aspetto più significativo e conturbante delle maschere veneziane per noi di Vladì: l’identificazione col proprio Io più intimo che spesso veniva messo a tacere per mille ragioni, come i pregiudizi o la falsa morale.
Per questo che oggi vogliamo parlarvi delle maschere veneziane più rappresentative, perché rappresentano parte della storia della nostra città e perché ci stuzzica l’idea di abbinare a ciascun costume una delle nostre creazioni.

Un gioco di associazioni di idee e anche di stili, che speriamo possa divertirvi e ispirarvi per ricondurre un travestimento ad un look dei giorni nostri.
Perché dietro ogni scarpa Vladì c’è tanta storia di Venezia, dei suoi fasti, delle sue tradizioni e anche della sua magia.

Maschere veneziane: ad ognuna la sua Vladì


La Baùta
Tra le maschere più note del tempo non possiamo non far menzione della Baùta proprio per l’ambiguità della sua essenza.
Il costume veneziano utilizzato anche ai giorni nostri, sia da uomini che da donne, è costituito da una maschera bianca sotto un tricorno nero e indossato in abbinamento ad un lungo mantello scuro, il famoso tabarro.

La maschera unisex era utilizzata non solo durante il carnevale ma ogni qualvolta si desiderava dar vita ad un corteggiamento. Alla Baùta vogliamo abbinare Julie Nero, un tronchetto in camoscio e pelle nera dalle classiche linee tondeggianti e il tacco a rocchetto.
Da indossare durante le festività del Carnevale e sempre, con un abito sottoveste di seta nero e un mantello lungo sino alle caviglie.

La Gnaga
Altra maschera beffarda e divertente era la Gnaga.
Si trattava di una figura dai costumi femminili da popolana che recava una maschera da gatta e un cesto al braccio contenente un gatto. Il personaggio emetteva miagolii e suoni striduli ed irrideva i passanti.
Facile comprendere come si trattasse di un costume di carnevale assai ironico e coinvolgente.
Alla Gnaga vogliamo abbinare My Lady della collezione Retrò. Si tratta di un tronchetto moto sofisticato in vitello nero e grigio ma esistente anche nelle versioni rosso/rosa. Da indossare anche a Carnevale terminato con pantaloni in nappa neri, dolcevita abbinato e un basco alla francese, per un look da gatta sì, ma dalla sensualità moderna e raffinata.

La Moretta
L’ultima maschera dalla quale ci siamo lasciati ispirare e quella della Moretta o Serva Muta.

Una piccola mascherina molto chic realizzata in velluto nero e tenuta aderente la viso che non consentiva a chi la indossasse si parlare.
La Moretta indossava un abito molto pomposo e scollato.
Il gioco della seduzione avveniva proprio a partire dal volto celato. Alla Moretta abbiniamo Queen Camoscio un tronchetto molto amato dalla Vladì Lovers più seducenti.
Consigliamo di abbinare le Queen di Vladì anche ad abiti primaverili in chiffon fiorato, perché il gioco della seduzione non ha tempo e non ha stagione. Le maschere veneziane oggi ci hanno ispirato accostamenti e idee inusuali.

Siamo certe che mille ancora saranno le idee che ci salteranno alla mente quando le strade della nostra città si riempiranno di teatranti e personaggi capaci di trasformarsi per un giorno in ciò che forse realmente sentono di essere sempre.

Anche voi Vladì lovers, interpretate la moda come un gioco che ci consente di essere ciò che realmente sentiamo?