Nel Sestier di Cannaregio, proprio di fronte al nostro negozio, si trova la particolarissima Chiesa di  Santa Maria Maddalena .
Di pianta circolare, (insolita per Venezia) è chiaramente ispirata al Pantheon di Roma o di Parigi e presenta  una forte simbologia ermetica, massonica e templare.
Le prime notizie che si hanno, riguardo alla chiesa, sono di un edificio religioso eretto nello stesso luogo nel 1222 e  di proprietà della patrizia famiglia Baffo.
C’è chi sostiene invece  che il cognome originario fosse in realtà Balbo (a dire il vero un soprannome)  e che Baffo sia  dovuto ad un errore di pronuncia.  Pare che Ezzelino I, detto appunto il Balbo a causa di un disturbo del linguaggio,  fosse luogotenente dell’Ordine del Tempio . La famiglia degli Ezzelini giunse in Veneto dalla Germania tra il X e XI secolo. Il nome originario tedesco  era Hetzin che letteralmente significa  “Ferro” o “Guerriero. Nel 1220, il figlio di Ezzelino I,   Ezzelino II , decise di ritirarsi in convento lasciando il potere al figlio Ezzelino III, il quale, come da tradizione familiare era anch’egli un templare. Pare si debba a lui la decisione  di dedicare  la chiesa a Maria Maddalena figura spesso associata all’ordine cavalleresco dei Templari.
C’è chi si spinge molto oltre asserendo che Baffo derivi in realtà da Baphomet  che i Templari furono accusati di venerare.  In verità  nulla si sa con certezza, ma molti dettagli della chiesa riportano in effetti ai Templari.
Tra le altre cose, i Cavalieri Templari avevano la loro sede a pochi metri, dalla Chiesa della Maddalena nel palazzo che attualmente ospita il Casinò di Venezia. Poco è rimasto a testimonianza se non l’iscrizione sulla facciata di Ca’ Vendramin Calergi : “NON NOBIS”   che  sono le prime lettere del motto dei Cavalieri Templari: “Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomine Tuo Da Gloria”, ” Non A Noi, Signore, Non A Noi, Ma Al Tuo Nome Dà Gloria”.
A partire dal 1763 la chiesa venne interamente ricostruita, a pianta circolare, su disegno di Tommaso Temanza, che ne spostò l’orientamento verso il campo. Egli morì nel 1789 prima del completamento dei lavori e fu sepolto all’interno della chiesa. Si dice che fosse un confratello e che per questo sulla sua tomba siano incisi due simboli importanti per i Massoni : una riga ed un compasso. I lavori terminarono nel 1790 sotto la direzione di Giannantonio Selva. Nel 1810 fu revocata dal ruolo di chiesa parrocchiale e nel 1820 fu chiusa, per essere poi riaperta come oratorio. Nel 1888 venne abbattuto il campanile, ormai pericolante.
maddalena occhio  Di grande valore architettonico è il portale, formato da un alto timpano irregolare sorretto da due lesene binate a capitello Ionico. Sopra alla porta di ingresso vi è una lunetta con bassorilievo di simboli massonici – templari, un occhio all’interno di un triangolo ed un cerchio e la scritta: “Sapientia Aedificavit Sibi Domum” , chissà forse un tributo a Maria Maddalena  che per i Cavalieri Templari era la Sofia, la Conoscenza.
Sulla parete esterna della zona absidale è incastonato un bassorilievo raffigurante una Madonna col Bambino di origine quattrocentesca.
All’interno la chiesa presenta pianta esagonale con quattro cappelle ed un presbiterio quadrato occupante due lati. La trabeazione della grande cupola emisferica con lanterna, è sorretta da dodici colonne ioniche binate, tra le quali si aprono nicchie semicircolari su due livelli, quelle superiori occupate da statue rappresentanti le sante Maddalena e Agnese ed i profeti Isaia e Davide. L’interno fu concepito da Temanza come un grande spazio bianco, finito a marmorino.
La chiesa conserva importanti dipinti del XVIII secolo, tra cui l’Ultima cena di Giandomenico Tiepolo e l’Apparizione della Vergine a San Simone Stock di Giuseppe Angeli oltre ad altre tele settecentesche, opera della scuola di Giovanni Battista Piazzetta. Nel 2005, nel corso di restauri è stato scoperto, nella lunetta sopra l’altare, un affresco allegorico a monocromo di Giandomenico Tiepolo rappresentante la Fede, che originariamente sovrastava il dipinto dell’Ultima Cena.
Attualmente la Chiesa è raramente aperta al pubblico ma l’atmosfera del Campo ne fanno un luogo decisamente suggestivo, da non perdere.  (cit. fonti varie)